Il CISP, oltre a realizzare progetti articolati, in genere di durata pluriennale (tranne che nel caso dei progetti umanitari), promuove campagne di solidarietà per sostenere realtà locali, associazioni e servizi di base, spesso messi in piedi da ONG locali. Si tratta di realtà con le quali il CISP viene a contatto in diversi paesi e delle quali ha avuto modo di apprezzare la serietà, il rigore, l’effettiva aderenza ai principi umanitari e solidari ai quali la nostra ONG si ispira.

Le Campagne di Solidarietà rappresentano dunque un modo per il CISP per avvicinare concretamente la società italiana a realtà di paesi poveri che necessitano il nostro sostegno e al tempo stesso meritano di essere sostenute. In questi casi si può affermare che il ruolo del CISP è nell’essere un ponte, uno strumento di dialogo e di conoscenza e un canale concreto di solidarietà.

CAMPAGNA “La speranza è nelle nostre mani”

il Popolo sahrawi esiliato

In Italia molti enti, associazioni e ONG sostengono la popolazione rifugiata e hanno sottoscritto atti di amicizia e cooperazione. E’ il caso della Regione Emilia-Romagna, presente nei campi con aiuti umanitari dal 2002 e della Provincia di Modena gemellata con la Wilaya di Al Ayun e di 8 Comuni (Modena, Carpi, Formigine, Campogalliano, Novi, San Prospero, Ravarino, Nonantola) gemellati con altrettanti comuni sahrawi. Tra le associazioni attive sul territorio modenese è di rilievo “Kabara Lagdaf”, partner del CISP per i progetti rivolti ai giovani e in sostegno alla Mezza Luna Rossa Sahrawi.

165.000 persone vivono da oltre 30 anni in pieno deserto, ospiti dell’Algeria, sopravvivendo esclusivamente grazie agli aiuti esterni dell’ONU, Unione Europea e con la solidarietà internazionale che è andata crescendo pari-menti all’illusione di una soluzione giusta e pacifica del conflitto politico, origine di questa drammatica situazione. E’ una questione di decolonizzazione, l’ultima in Africa, ancora non risolta da quando la Spagna lasciò nel 1975 la sua colonia, il Sahara Occidentale, senza un regolare il passaggio verso l’indipendenza della popolazione sahrawi, come avvenuto per le altre colonie, lasciando la terra e la popolazione ad un’invasione fulminea del Marocco. L’ONU dal 1964 ad oggi richiedono con numerose Risoluzioni dell’Assemblea Generale che venga esercitato, anche in quest’ultimo caso, il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi, diritto che è alla base dei principi stessi delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana.

> Il CISP nei CAMPI SAHRAWI

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Le azioni concrete che proponiamo

Nella visita ai campi sahrawi di NORDICONAD e CISP insieme all’associazione Kabara Lagdaf di Modena sono state identificate con l’organizzazione Mezza Luna Rossa Sahrawi azioni concrete per migliorare la gestione logistica degli aiuti umanitari di cui vivono. Dall’immagazzinamento delle merci, alla contabilità, dall’imballaggio alla conservazione, dalla registrazione al controllo che tutto sia gestito con trasparenza e ed efficacia. Tutto questo attraverso le loro migliori e fidate operatrici: le donne.

Formazione di: 27 donne amministratrici locale,
26 donne esperte nelle operazioni di controlli di qualità e quantità
Fornitura di: Attrezzature tecnico-informatiche e logistiche
Adeguamento di: Uffici, magazzini centrali e periferici

> Le attivita del progetto

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L’iniziativa promossa, insieme a NORDICONAD da:

Il CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli) è una organizzazione
creata nel 1983 e riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri Italiano, dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite a operare nel settore della cooperazione internazionale.

Lavora nei campi dei rifugiati sahrawi da 20 anni in vari settori con proprio personale locale e italiano in stretta collaborazione con le istituzioni e le associazioni di base locali.

La sede regionale del CISP in Emilia-Romagna lavora in collaborazione e grazie ai fondi della Regione Emilia-Romagna, degli enti locali, istituzioni e sedi Universitarie di Bologna, Forlì, Modena, Ferrara, Ravenna, e con associazioni attive nel territorio:
ANPAS, Associazione El Ouali di Bologna, Associazione Kabara Lagdaf di Modena, ARCI Oltre Confine di Ferrara, Donne Insieme di Granarolo dell’Emilia, Associazione Radio for Peace di Bologna, Associazione Forlivese Malattie del Fegato, Il Coordinamento
delle ONG Emiliano-Romagnole.
Per ulteriori informazioni: www.sviluppodeipopoli.it

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Nata nel 1993 e prende il nome da una ragazza saharawi deceduta per grave infermità, ospitata e assistita dall’associazione modenese.
Opera in sostegno alla popolazione del Sahara occidentale rifugiata nei Campi profughi di Tindouf (Algeria), in particolare nel settore dell’accoglienza estiva di bambini provenienti dai campi profughi.
Propone e realizza progetti di cooperazione tra cui quelli sanitari a favore di minori e della formazione per adulti della popolazione saharawi.
Organizza la raccolta nel territorio di aiuti e beni richiesti dalla popolazione rifugiata e cura l’invio di tali aiuti anche con carovane di solidarietà in collaborazione con altre associazioni regionali.
Per ulteriori informazioni: www.kabaralagdaf.org

> La speranza nelle nostre mani> articolo giornale > raccolta fondi

CAMPAGNA “Io ci sono”

La Campagna Nazionale per i Diritti dei Minori “Io ci sono” si ispira a programmi di cooperazione del CISP e della cooperazione italiana a sostegno di bambini e ragazzi in situazioni vulnerabili. La Campagna prevede, oltre ad incontri pubblici, uno spot, un video, la mostra “Dopo l’onda, oltre la strada” che sarà inaugurata a Roma il 6 Febbraio , e altri materiali divulgativi. Roma, Milano, Senigallia, Castelmaggiore, Matera, Napoli, Ravenna, Reggio Calabria: otto città d’Italia saranno investite dall’onda di disegni, foto e racconti che i ragazzi di Cartagena de Las Indias e quelli di Hikkaduwa ci hanno prestato affinché potessimo sentire cosa hanno da dire.

Le città dove si svolgerà la campagna:
Roma 6 - 13 febbraio
(UPTER, Palazzo Englefield, Via Quattro Novembre 157)
Castelmaggiore (BO) 18- 27 febbraio
(Istituto Scientifico Keynes di Castel Maggiore Via Bondanello 30)
Senigallia 20 - 26 febbraio
(Galleria Ex Expo, Giardini della Rocca Roveresca)
Napoli 3 - 9 marzo
(Centro Giovanile “Sandro Pertini”, P.zza Di Nocera, 1, Secondigliano)
Ravenna 27 marzo - 9 aprile
(Comune di Ravenna, Via Massimo D’Azeglio 2)
Milano 31 marzo – 16 aprile
(Spazio CeliMondo Piazza San Giorgio 2 - angolo via Torino)
Matera 12 - 18 maggio
(Galleria d’Arte “Associazione Mecenatis)
Reggio Calabria 16 - 26 aprile
(Palazzo Tommaso Campanella, Sala del Consiglio Regionale della Calabria)

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CAMPAGNA “JAIMAS” CISP

Volendo fermarsi al significato letterale, la “jaima” é la tradizionale tenda – casa dei nomadi Saharawi; ma per i Rifugiati Saharawi nel trentennale esilio del Sahara algerino, la “jaima” significa molto di più. La vita media di una jaima, per continuare ad essere un rifugio ed una picola patria, degna e sicura, nella durezza del deserto dell’esilio, non dovrebbe superare i 4 anni. Ma più del 50% delle jaimas ha molto di più di 4 anni.

jaimas nei campi saharawi

I materiali per costruire una nuova jaima costano soltanto 250 euro; ma, a causa dei ritardi degli ultimi anni, oggi il fabbisogno é arrivato a più di 16.000 nuove jaimas, impossibili ormai da coprire con una singola donazione –per grande che sia.

Per questo, CISP e MLRS lanciano una campagna per sostenere questo sforzo finora portato avanti parzialmente.

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INFANZIA HARAR

Disponendo da dieci anni di un ufficio con proprio personale ad Harar, il CISP è venuto a contatto in questa città con la realtà dell'Hohite Misrak Child Care Center, istituzione fondata nel 1976 allo scopo di assistere bambini ed adolescenti rimasti orfani. Le principali ragioni alla base della perdita dei membri adulti dei nuclei familiari sono state nel corso di quasi trent'anni le guerre, la carestia e, con sempre maggiore intensità nell'ultimo periodo, malattie quali l'AIDS.

Attualmente l'Hohite Misrak Child Care Center assiste direttamente 243 minori, dei quali 68 ospitati nella struttura residenziale e 175 assistiti tramite interventi di riunificazione e reintegrazione.

Il principale attuale problema dell'Hohite Misrak Child Care Center è senz'altro rappresentato dalla carenza di risorse finanziarie adeguate. Questo fattore limita sia la possibilità di estendere il numero dei bambini ospitati nella struttura residenziale (che avrebbe in teoria la capacità di ospitare 500 minori) e sia la possibilità di seguire adeguatamente i soggetti reintegrati nelle comunità di origine.

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PIÙ ACQUA PER L'ETIOPIA con il sostegno di COLOMER - BIOPOINT

Una campagna per l'approvvigionamento idrico, nello Shoa, Regione dell'Oromia in Etiopia, attraverso la costruzione di pozzi, la conduzione di campagne di educazione ambientale e sanitaria, la formazione di comitati di villaggio per la gestione e manutenzione dei pozzi.

foto di una donna etiopia ad un pozzo d'aqua

Perchè l'acqua? Perchè tutti sappiamo che l'acqua è fonte di vita e da essa dipende la nostra stessa sopravvivenza. Non sempre, però, ci ricordiamo del fatto che la mancanza di acqua sicura, potabile, è tra le principali cause delle malattie che colpiscono i paesi poveri, in Africa e non solo.

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UN PASSO VERSO IL FUTURO CON IL SORRISO

Il CISP opera nel nord est della Bosnia Erzegovina dal 1993, in particolare supportando il processo di rientro attraverso progetti di emergenza e di sviluppo.

foto di due bambini che sorridono

Il numero di bambini, le cui famiglie sono in difficoltà economica, che abbandonano la scuola sta crescendo rapidamente. Il 19.50% della popolazione in BiH vive sotto la linea di povertà, mentre circa il 30% ha un reddito molto vicino alla linea di povertà. Questa iniziativa, semplice ma efficace, vuole contribuire alla prevenzione dell'abbandono scolastico per 165 bambini delle Municipalità di Sapna, Kalesija, Osmaci, Srebrenica, a Nord est della Bosnia Erzegovina, che iniziano la scuola primaria.

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KENYA: EDUCAZIONE PER IL CAMBIAMENTO

SOSTIENI il progetto di sviluppo partecipato per il supporto e il potenziamento delle Scuole elementari e materne avviate dalla comunita’ locale nella divisione di Magarini (Distretto di Malindi).

foto di due bambini che sorridono

Nelle aree rurali della costa del Kenya: il 66% della popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno; solo 6.7 bambine su 10 hanno accesso all ’ istruzione primaria. Ogni 10 bambine iscritte, 6 completare gli studi; molte scuole pubbliche sono ‘ inaccessibili ’ per i bambini, perche ’ troppo distanti. Distanze di da fare a piedi per un bimbo di 5 anni; esistono scuole elementari e scuole materne “ informali ” , cosidette ‘ scuole di villaggio ” , perche stessa comunita ’ locale, in risposta al numero insufficiente di scuole governative.

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EDUCAZIONE IN SOMALIA

La campagna del CISP per l'educazione in Somalia si concentra nei distretti di El Der, Harardere e Galad nelle regioni centro settentrionali del Galgadud e del Mudug.

foto di bambini a scuola in somalia

A metà degli anni novanta, non era difficile incontrare bambini e ragazzi incapaci di leggere e scrivere ma aggiornati sulle tecniche di guerriglia urbana e il funzionamento delle armi. E’ contro questa realtà e con la motivazione di dare ai minori somali altre opportunità e affermare il loro diritto all’istruzione che il CISP ha fatto dell’educazione una sua assoluta priorità in Somalia. Tutto questo nel quadro di strategie volte alla graduale ricomposizione di un tessuto sociale ed istituzionale stravolto da anni di guerra civile.

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