GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO
 

RIFUGIATI: DALLA COLOMBIA ALLA PALESTINA FINO ALLA SOMALIA, L’IMPEGNO DEL CISP PER RIDARE UNA CASA E UN FUTURO A SFOLLATI E RIFUGIATI


In occasione della giornata mondiale del rifugiato (20 Giugno), Il CISP- Sviluppo dei Popoli sottolinea alcune iniziative concrete in atto in tre paesi finalizzate a tradurre in realtà i diritti di comunità locali in contesti di conflitto :

PALESTINA
Israele ha allentato il blocco imposto su Gaza, ma la situazione nel territorio palestinese e per i palestinesi che vivono a Gerusalemme continua a rimanere molto difficile, dal momento che lo stato israeliano da oltre un anno blocca, e continua a farlo, l’accesso di tutti quei materiali, come cemento e metalli, che servono per ricostruire case, fogne e servizi di acqua potabile. Anche se è stato disposto l’allentamento del blocco, le condizioni di vita per i palestinesi rimangono molto gravose. “E’ da un anno e mezzo - spiega Luisa Rueda, coordinatrice di progetto del Cisp a Gerusalemme - dopo l’operazione Piombo fuso, che oltre mille famiglie vivono ancora in tenda o nelle macerie delle loro case, che non possono iniziare a ricostruire, proprio perchè non vengono fatti arrivare i materiali necessari, come cemento, metallo, e tutti gli altri strumenti che servono per potabilizzare l’acqua e riparare il sistema fognario e delle acque nere. In queste condizioni il rischio di malattie è alto.
Sempre più difficile la vita anche per i pescatori di Gaza, che già da prima dell’attacco alla Freedom Flotilla, non solo possono spingersi solo a tre miglia dalla costa, non riuscendo così a trovare pesce, ma sono sotto il bersaglio continuo degli israeliani. “I pescatori con cui siamo in contatto - racconta Luisa Rueda - ci dicono che vengono sparati colpi a loro e alle loro barche. Due di loro sono stati uccisi. Come Cisp abbiamo presentato un progetto alla Cooperazione italiana per fornire un supporto finanziario per riparare le barche e fornire nuove reti da pesca”.
Il CISP sta realizzando progetti di risposta all’emergenza per sostenere la produttività di piccoli allevatori nel West Bank e progetti di promozione della salute, della formazione e di sicurezza alimentare per migliorare le condizioni di vita dei bambini e della famiglie beduine nell’area di Gerico.


COLOMBIA
Ricostruire un legame forse perso per sempre, riannodare i fili con un passato doloroso, simbolo di dolori e tragedie, ridando nuova dignità e valore alla propria terra d’origine. E’ questo il “Turismo della pace”, una delle iniziative che si sta realizzando in Colombia nel distretto di Antioquìa, dove si trova Medellìn, per cercare di far tornare a casa le migliaia di sfollati (o desplazados) che in quasi 20 di guerra civile hanno dovuto abbandonare tutto per salvarsi dagli scontri e le uccisioni perpetrate da esercito e paramilitari nei loro scontri. Ora che la situazione si è stabilizzata, è venuto il momento di creare le opportunità per rendere appetibile e interessante ai desplazados il ritorno a casa. Per facilitare il loro ritorno, il Cisp-Sviluppo dei popoli ha lavorato in 13 dei 26 municipi di questa regione, impegnandosi, di concerto con le comunità locali, nello sviluppo di piani turistici regionali e municipali, appoggiato l’avvio di micro-imprese legate al settore turistico, come ristoranti, trasporti e guide turistiche, aiutato le istituzioni locali nell’avviare corsi di formazione nel settore turistico e alberghiero. Si è anche lavorato sul fronte del riscatto del patrimonio culturale locale, promuovendo l’adeguamento dei musei locali, come quelli di arte sacra, le feste dell’acqua e altri eventi in linea con le tipologie e tradizioni locali.



SOMALIA
Qui il Cisp-Sviluppo dei popoli lavora con l’obiettivo di permettere a donne e bambine di studiare e di proteggere bambini e ragazzi dal pericolo di essere arruolati come soldati o di finire in percorsi di emigrazione non protetta. Sosteniamo più di 70 scuole - spiega Rosaia Ruberto, cooperante del CISP in Somalia - costruendo classi dove non c’è abbastanza spazio e ricostruendo le scuole distrutte. Svolgiamo inoltre programmi di training riservati a insegnanti donne sulla pedagogia dell’insegnamento, sull’educazione alla pace la protezione dei bambini, in modo che in futuro possano diventare ambasciatori di pace. Ci teniamo a formare professoresse e maestre, perchè in Somalia solo il 20% degli insegnanti è rappresentato da donne. Purtroppo ora abbiamo dovuto sospendere questi training, in via precauzionale, per ragioni di sicurezza, ma speriamo di poter presto riattivarli. Un altro fronte che vede impegnato il Cisp-Sviluppo dei popoli in Somalia è rappresentato dai programmi di Protection of rights, con cui sono stati costruiti 10 centri comunitari di protezione all’interno dei campi di sfollati, dove si offrono servizi di supporto psico-sociale e post-traumatico alle vittime di violenza, e si organizzano attività ricreative e di alfabetizzazione. Tutto questo per offrire alternative con corsi di formazione professionale ai più giovani tra i 15 e 30 anni, che sono i soggetti più a rischio di essere reclutati da gruppi armati o di emigrare in modo non protetto.


Per informazioni

Adele Lapertosa – 3385893531
Cisp - 063215498

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